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Rimborso di Windows: un altro passo avanti

Generalmente cerco di non pubblicare post di avvenimenti troppo datati a meno che non ci sia un buon motivo per farlo; per questo, il buon motivo, c’è. Infatti, nonostante la notizia sia passata in sordina sui principali media (per motivi che possiamo immaginare), ciò che è accaduto un mese fa va davvero gridato ai quattro venti.

Rullo di tamburi….. è stata vinta la causa, in Appello, contro HP per il rimborso della licenza del sistema operativo preinstallato in un notebook. Se siete tra i fortunati che in quei giorni si trovavano in vacanza e vi siete persi la notizia, potete leggere l’articolo apparso il 29 di Luglio su Punto Informatico che, come sempre, ne ha dato prontamente notizia.

La vicenda, nella sua interezza, si è svolta così:

  1. Settembre 2005: il Sig. Marco Pieraccioli acquista un notebook HP con, ovviamente, il sistema operativo preinstallato;
  2. 25 Novembre 2005: il Sig. Pieraccioli, dopo aver richiesto all’HP il rimborso del sistema operativo, sempre negato, trascina questa avanti al Giudice di Pace;
  3. 28 Settembre 2007: il Giudice di Pace di Firenze accoglie la richiesta di rimborso costringendo l’HP a risarcire la cifra richiestale;
  4. la HP si rifiuta di pagare e ricorre in Appello;
  5. 29 Luglio 2010: dopo aver letta la precedente sentenza ed aver ascoltato le richieste dell’HP, il giudice decide di non accogliere l’istanza di HP, dando nuovamente ragione del rimborso al richiedente.

Rimane da vedere ora  se la HP ricorrerà in Cassazione o se invece pagherà quanto dovuto, cioè 140 miseri (per loro) Euro più, ovviamente, le spese processuali.

Ho letto la sentenza e, devo dire, mi ha fatto star bene: è una breve lettura che consiglio a tutti, sono solamente 4 pagine ma ci illuminano sul perché tutti noi abbiamo il diritto, se lo richiediamo, ad essere risarciti del sistema operativo non richiesto quando acquistiamo un computer. Sentenza di rimborso del sistema operativo Microsoft da parte di HP - anno 2007 (311)

La causa è stata portata avanti con la collaborazione e i mezzi dell’ADUC che da anni dà voce a questa battaglia per i consumatori e che, appena possibile, sfocierà in una Azione Collettiva (nota anche come class action).

Personalmente, non vedo l’ora che anche in Italia si possa effettivamente dare il via alla già citata class action… infatti, nonostante per legge sia da poco tempo possibile l’azione giudiziaria condotta da più soggetti, “I tribunali non sono ancora attrezzati per accogliere le domande di azione giudiziaria collettiva, perche’ la legge prevede un’organizzazione interna per ora inesistente.” scrive l’ADUC.

Attendiamo.

Però, intanto, festeggiamo questa nuova vittoria ottenuta in tribunale, e ricordiamoci che siamo già a 2 !

Aggiungo anche che un socio del gruppo PDP di Software Libero di cui faccio parte, sta attendendo la risposta del Giudice di Pace su una questione del tutto analoga. Questo socio è un avvocato, e mi ha confidato che se si arrivasse ad un numero di 3 cause vinte per lo stesso motivo, la situazione potrebbe diventare interessante. Vale a dire che, a questo punto, sarebbe quasi certo (la certezza non esiste mai, è ovvio) che facendo una causa per un rimborso sul sistema operativo preinstallato, si possa portare a casa una vittoria. Spero di potervi dare presto notizia di una terza vittoria al più presto, ma, come sappiamo, i tempi per questo cose sono sempre lunghi.

Poca risonanza per un evento importante

CensuratoAnche se con scadenze annuali se non pluriennali, la questione *** no sistema operativo preinstallato *** sta procedendo per il verso giusto.

Alcuni vendor di computer mettono a disposizione procedure per il rimborso ma, anche quando ci sono, tali procedure sono solo simboliche, creando disagi per i clienti oppure offrendo indietro cifre di minima entità (come già annunciato, un post a tale proposto sarà pubblicato entro poco tempo).

Ma quello che più mi dispiace è che questo genere di notizie non fa notizia. Voglio dire: è una battaglia per la libertà e per i diritti dei consumatori, che si consuma (appunto) da anni tra Davide e Golia, tra poveri acquirenti di PC contro multinazionali strapotenti. Ma in pochi, troppo pochi, si interessano a fatti come questo. E’ un vero peccato perché conoscere certi fatti può dare coraggio a molti ad iniziare a chiedere il rimborso dell’ingiusta tassa Microsoft sui computer !

Ma è proprio questo che le potenze economiche non vogliono: che la massa conosca la verità che si trova dietro questo immenso business. Cosa succederebbe se domani tutti i giornali e i telegiornali diffondessero la notizia che la vendita forzata del sistema operativo in abbinamento ad un computer è un sopruso ? Cosa, se tutti dicessero che è possibile scegliere se averlo pagando un extra o se invece optare per l’acquisto del solo computer risparmiando così circa 100€ ?

…quel giorno è vicino, me lo sento !

Per soli 100 euro

100 EuroA questo punto, la domanda sorge spontanea:  per quale motivo dei colossi come HP o Dell preferiscono andare avanti ad un Giudice piuttosto che rimborsare quando 70, quando 100, quando 140€ sul prezzo totale del computer ? E’ chiaro che non è per l’entità della cifra: tutt’altro. Questi colossi dell’elettronica possono tranquillamente permettersi di pagare anche le spese processuali, gli avvocati e quant’altro, dal momento che perderanno la causa.

Il fatto è che qui la posta in gioco è molto più alta: non si tratta di 100 miseri Euro, ma del mercato complessivo dei milioni di computer venduti ogni anno con tanti singoli 100€ in più. Sono tanti soldi fatti spendere ai cliente in modo ingiusto e ingannevole che, se venissero a mancare sistematicamente, causerebbe un ingente danno d’immagine per loro e, soprattutto di potere ed economico per la Microsoft, loro partner in questo sporco affare.

In  quest’ottica è chiaro che vogliano tener duro e tentare il tutto per tutto, preferendo il tribunale al rimborso. Seppur consapevoli di non poter vendere 2 prodotti di 2 produttori diversi, un hardware e un software, in modo inscindibile, è meglio andare in causa che riconoscere i diritti dei clienti. A tal propostito è stata chiara la sentenza del Giudice di Pace di Firenze:

“non appare credibile che il testo delle condizioni di contratto EULA non sia conosciuto dalla HP essendo verosimile che esso sia il frutto di accordi commerciali intercorsi tra le due società (HP e Microsoft). In ogni caso deve ritenersi da HP accettato e fatto proprio nel momento stesso in cui lo ha installato sul suo hardware offrendo poi in vendita il prodotto finale”

…e con questa siamo a 2 !

Dopo la prima storica vittoria di Paolo Attivissimo nel lontano 1999 e dopo la seconda vittoria qui descritta, sono in attesa di una possibile terza vittoria e dell’azione collettiva proposta dall’ADUC che da anni e seriamente porta avanti questa campagna.

Nel frattempo vorrei incitare tutti: se non volete il sistema operativo installato sul vostro notebook, richiedetene il rimborso subito. Utili informazioni su come procedere le trovate qui.

Inoltre, qualora volete appoggiare, senza alcun impegno, la causa collettiva per il rimborso, potete consultare questa pagina.

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Windows 7… e stavolta, speriamo che funzioni !

Ho letto un interessante articolo su un blog: Tutto quello che c’è da sapere su Windows 7. L’ho trovato molto interessante: l’autore fa delle analisi ben documentate e obiettive. Dello stesso argomento e dello stesso blogger, ho letto anche Microsoft non correggerà i problemi di sicurezza di Windows 7: questo è molto bello perchè riporta, traducendo in italiano, ciò che scrive Mark Russinovich, uno sviluppatore Microsoft, sul TechNet Magazine di Luglio. Potete leggere i 2 post in 10 minuti; credo diano una buona visione di come le aziende che vendono software proprietario intendano il software e gli utenti. Prosegui la lettura »

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