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In discussione, negli USA, una proposta legge che paralizzerebbe Internet

Su Internet la notizia si è diffusa a macchia d’olio. Quasi ogni sito internet e blog americano si prepara ad uno sciopero senza precedenti. Il motivo è il seguente: il 24 Gennaio il Congresso degli Stati Uniti voterà per l’approvazione di una forte censura nei confronti di Internet e dei suoi contenuti da far passare al Senato.

La proposta (formulata dal signore nella foto a destra… si, quello lì con la faccetta da ebete) può essere riassunta come segue: chiunque, negli USA, ritenga che un sito web stia utilizzando indebitamente  un contenuto protetto da diritto d’autore o ne facilitandone la copia/visione non autorizzata, può richiede l’emissione, da parte del Dipartimento di Giustizia americano, di un’ordinanze del tribunale contro tali siti web che siano fuori della giurisdizione degli Stati Uniti.

Così, dopo la notifica dell’ordinanza del tribunale, il procuratore generale degli Stati Uniti può vietare a Internet service provider, a circuiti pubblicitari come Google ed a fornitori di servizi di pagamento come PayPal o Visa, che abbiano sede in America o comunque ricadano in quella giurisdizione, di fare affari con i siti che violano il diritto penale federale della proprietà intellettuale, adottando “misure tecnicamente possibili e ragionevoli” per impedire l’accesso al sito accusato di violazione. La tecnica che viene indicata come più probabile è quella del filtraggio dei DNS.

Non mi dilungo oltre: c’è una buona pagina su Wikipedia Italia che approfondisce l’argomento.

La questione è così allarmante che anche Wikipedia si è schierata… e Wikipedia non si schiera mai! Oscurerà ogni pagina della famosa enciclopedia in versione inglese per 24 ore nell’arco della giornata di oggi, 18 Gennaio, a partire dalle 5 UTC.

Anche io, nel mio piccolo, contribuirò con il mio blog alla causa.

Scusate per il disagio.

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2 Commenti

Chiedi via web il confronto TV

Internet e democrazia vanno a braccetto.

Ecco perché i governi che tentano di limitare il potere del popolo, promuovono azioni di censura, come la Cina, come Cuba, come l’Italia, come molti altri.

Oggi nel sito web di Sky TG24 possiamo esigere maggiore rispetto.

Come ?

Chiedendo che anche in Italia, come in tutti i Paesi veramente democratici e veramente civilizzati, avvenga ciò che dovrebbe essere normale, e cioè un dibattito politico, un confronto tra individui, soprattutto durante i periodi elettorali, e non il loro divieto (che è l’esatto opposto di informazione).

La mia opinione è che in Italia è già difficile normalmente avere un’informazione indipendente e plurale, che non siano dichiarazioni di politici, di padroni di giornali, di banche proprietarie di quotidiani, o di sedicenti esperti e opinionisti senza che nessuno possa contraddirli…. se eliminiamo anche la possibilità di un “botta e risposta” diretto tra due candidati alle elezioni, non ci rimane altro che lasciarsi votare da soli!

Nel momento in cui scrivo sono state inserite 11.600 adesioni.

Chiediamo libertà, chiediamo confronto, chiediamo di sapere: firmiamo la petizione!

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