Come installare Piwik su WordPress – statistiche analitiche


Perché provare Piwik

Una notizia su Ziobudda, due giorni fa, mi ha incuriosito: parlava di Piwik, un servizio di statistiche e dati analitici installabile localmente che può competere, senza sfigurare, con Google Analytics. Non mi dilungo oltre nel presentare questa splendida server application, potete leggerne una rapida introduzione in questo blog.

Personalmente, per questo blog, utilizzo già da tempo WordPress.com Stats, il servizio che WordPress stessa offre, tramite un comodo plug-in, per le analisi degli accessi alle pagine, i dati sulle parole chiave che hanno condotto al blog, numero di click ai link, ecc…. Semplice ma efficace.

I motivi che mi hanno spinto a provare Piwik, nonostante esistano i già citati Goolge Analytics, completo e gratuito, e  WordPress.com Stats, rapido, leggero e ben integrato con il mio blog engine, sono:

  • strumento professionale: da la sensazione di non trovarsi davanti ad una semplice sequenza di dati, ma ad una serie di informazioni importanti e ben presentate… e infatti è così: i dati raccolti sono molti e utili
  • semplice da configurare: in questa pagina ve ne do dimostrazione, in pochi e semplici passi configurerete il vostro servizio;
  • sicurezza: posso fidarmi perché è Software Libero, so esattamente, cioè, dove vanno a finire i miei dati… nel mio server! – Nessun discalimer da accettare, nessuna paura che gli accessi al mio blog vengano utilizzati in chissà che modo e dati in pasto a chissà quale motore di ricerca o azienda che li richieda;
  • multi-soluzione: tutti i maggiori CMS e piattaforme di blogging e wiki hanno il plugin dedicato; da Dokuwiki a Typo3, da Joomla a Drupal, da Pivotx a Symphony… ce ne sono davvero tanti.

Basta chiacchiere: cominciamo !Fase 0: requisiti

check listPiwik è un servizio di analisi degli accessi per siti web. quindi, potenzialmente, il vostro sito web fatto “in casa” e programmato nel vostro linguaggio/metalinguaggio preferito può usufruire delle sue potenzialità. E’ sufficiente aggiungere del codice Javascript fornito da Piwik stesso, prima della fine del tag </body> della pagina. In questa sede ci occupiamo dell’installazione sulla piattaforma di blogging WordPress.

Prima di iniziare, controlliamo di avere tutti i requisiti necessari:

  • PHP versione 5.1.3 o superiore
    • estensioni pdo e pdo_mysql abilitate (in genere lo sono di default)
  • MySQL 4.1 o superiore
  • WordPress installato (ovvio :-) )
  • avere accesso al server per fare l’upload e installare Piwik e, se necessario, settare i permessi su file o directory
  • deve essere possibile installare nuovi plugin (ad esempio, il servizio di blogging offerto da WordPress.com presso i loro server non lo permette)

Inoltre, alcune raccomandazioni opzionali:

  • avere installata l’estensione GD per PHP (per creare piccoli grafici accessori)
  • per server web di medio/grande carico, si raccomanda di settare in config.php il memory_limit = 128M come valore minimo.

Se abbiamo controllato tutto, possiamo continuare.

Fase 1: download

DownloadScarichiamo i file necessari in locale. Possiamo trovare:

  • l’ultima versione di Piwik direttamente dalla home page del progetto; ad oggi la versione più aggiornata è la 0.5.4
  • il plugin che permette di configurare e di visualizzazione i dati raccolti in WordPress, WP-Piwik, è ospitato nell’apposita  pagina ospitata su WordPress;

Nota: esiste anche un altro plug-in, Piwik-analytics, ma l’ho trovato meno ricco di feature; per chi volesse provarlo, si trova a questo indirizzo.

Scompattiamo i 2 file scaricati: ognuno avrà creata la propria directory contenente i file necessari.

Fase 2: upload su server e configurazione dei software

2.1 – Piwik

Copiamo la cartella di Piwik sul nostro server, a partire dalla document root del web server: per fare questo abbiamo necessariamente bisogno di un accesso FTP o SSH/SCP sul server per fare l’upload. All’interno della cartella in cui abbiamo inserito il tutto, ad esempio /var/www/piwik/ , i file e le directory dovranno avere, ovviamente, il permesso di lettura, le directory anche di esecuzione, per l’utente del web server. Inoltre le cartelle tmp/ e config/ al suo interno devono essere scrivibili. Per eseguire un chmod corretto (lettura su tutti i file e lettura ed esecuzione su tutte le directory)  potete fare riferimento ad un precedente post.

Possiamo creare ora un nuovo database e associargli un nuovo utente su MySQL. Se invece non possiamo crearne uno nuovo, saltiamo questo passo poiché, al momento opportuno, né utilizzeremo uno già esistente: Piwik può utilizzare un prefisso per le tabelle così da non incorrere in problemi di omonimia nella creazione della struttura del DB di lavoro.

Accediamo ora tramite browser alla URL (ad esempio: http://TuoIndirizzoWeb/Piwik/). Se tutto va come deve andare, otteniamo questa schermata:

Installazione di Piwik - step 1

Installazione di Piwik - step 1

Proseguiamo, passo passo, attraverso i vari step:

  1. schermata di benvenuto: l’installer effettua alcuni controlli preliminari;
  2. vengono effettuati i controlli che il sistema possegga i requisiti necessari all’installazione: se alcuni di essi non vengono passati, ci viene segnalato anche un suggerimento su come porvi rimedio;
  3. configurazione del database: forniamo alla schermata i soliti dati di accesso al DB. Vale a dire: il nome del server, il nome dell’utente e la password con cui accedere a tale database, il nome del database stesso, il prefisso alle tabelle e l’adapter da usare. Se insicuri su quest’ultima opzione, potete lasciare il valore pdo_mysql;
  4. controllo impostazione del database: a me è stato riportato un errore circa il charset di default da utilizzare nel file config/config.ini.php; a configurazione ultimata seguirò quando suggerito. E’ solo un warning, quindi non mi preoccupo molto…andiamo avanti;
  5. creazione tabelle: se abbiamo passato il precedente controllo, dovremmo superare questo step senza problemi;
  6. configurazione di base: ci viene chiesto di creare l’utente amministratore del sistema di statistiche e di fornire l’indirizzo email per eventuali informazioni sugli aggiornamenti. Riempiamo i campi e proseguiamo;
  7. configurazione del primo sito web da monitorare: ci vengono chiesti nome e URL del sito web da monitorare. Nel sistema, poi, possiamo definirne quanti ne vogliamo;
  8. codice javascript: ci viene fornito un codice, in Javascript, da includere in tutte le nostre pagine del sito per utilizzare il sistema. Non preoccupiamoci di questo: per WordPress useremo l’apposito plug-in;
  9. congratulazioni: il setup è terminato, ora possiamo accedere al sito

Una volta entrati nel sistema c’è solo una cosa veramente utile: facciamo click su API, posto nel menù in alto alla pagina, e copiamoci il nostro token: è la chiave con cui possiamo essere riconosciuti dal sistema di statistiche. Ci servirà per configurare il plug-in.

In ultimo, passo ad aggiungere, nel file config/config.ini.php la riga charset = uft8 nella sezione [database] (come suggeritomi dal warning al passo 4) e salvo il file. Ho trovato questo problema segnalato nel forum: si può anche lasciar stare ma è preferibile sistemarla…. e io lo faccio :-) .

Qui abbiamo concluso.

2.2 – WP-Piwik

Se utilizziamo WordPress (WP), dovremmo già sapere come eseguire i primi passi per installare un plug-in, e questo, non fa eccezione: è sufficiente copiare la cartella con tutti i file contenuti nella sottocartella wp-content/plugins/ della cartella in cui è installato WP e abilitarlo dal pannello Plugin in amministrazione.

Ritorniamo nel menù Plugin – Installati e, nella riga riguardante WP-Piwik, facciamo click su Settings. Nella pagina che compare inseriamo la URL di installazione di Piwik (http://…..) e l’auth token che ci eravamo copiati precedentemente.

Facendo click sul pulsante Save settings otteniamo il resto delle opzioni. Di quelle che vediamo, abilitiamo la Add script to wp_footer() così da non dover inserire a mano il codice Javascript di Piwik; inoltre sarebbe il caso di filtrare gli accessi degli utenti registrati al blog nell’opzione Tracking filter, così che gli accessi degli utenti registrati non facciano media.
Le altre opzioni sono semplici da capire, c’è solo da dire che dovete abilitare almeno una delle 2 tra Show overview on WordPress dashboardShow Piwik link in overview: la prima ci mostra i grafici nella bacheca di WordPress (dashboard) mentre l’altra aggiunge un link nella sezione bacheca con un’apposita pagina per le statistiche…. a voi la scelta, ovviamente potete attivarle entrambe.

Conclusioni

Dopo un solo giorno di statistiche, già sono molto soddisfatto di questo sistema, sia del software che del plugin. Infatti, mentre in Piwik abbiamo molte pagine in cui muoverci per vedere tutti i dati e le statistiche nel modo in cui meglio crediamo, WP-Piwik offre, in una sola schermata, i dati più significativi che effettivamente ci interessano per un blog.

Che dire… per me è una soluzione veramente ottima, vi suggerisco di provarla se vi piace spulciare i dati di accesso al vostro sito/CMS/Blog.

Un grazie sentito a ZioBudda e a bits4beats per avermi fatto conoscere questa soluzione.

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4 comments on “Come installare Piwik su WordPress – statistiche analitiche

  1. Pingback: Quota 4000 visite… sono commosso « Informatiche {bubbakk}

  2. Grazie lo proverò!
    Ultimamente sto riscontrando che Google Analytics non è attendibile si perde la meta degli accessi, rispetto alle stats sul server, questo stra accadendo su molti siti che sto gestendo.

    Ciao
    Elena

  3. Prego bubbakk!

    Non sapevo che ne esistesse un plugin per WordPress.
    A questo punto non mi resta che provare a installarlo seguendo la tua preziosa guida.

    • :-)
      Ci siamo fatti un favore reciproco… sono contento di aver potuto ricambiare.
      L’esistenza del plugin è segnalata direttamente nel sito di Piwik, anzi, come scrivo nel post ce ne sono due. Vedi tu quale preferisci, per me WP-Piwik è migliore.
      ciao

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