Stamattina, come tutte le le mattine, aprendo il mio buon Firefox mi leggo la pagina di Ziobudda, (portale italiano con molte notizie del mondo Linux e affini, molto ben fatto a mio avviso) e, con sgomento arrivo a leggere della proposta di legge denominata Levi-Prodi e approvata dal Consiglio dei Ministri (ma non ancora dal parlamento).
Perché ci sono rimasto male ? Perché, a grandi linee, imbavaglia chiunque voglia dire qualcosa, principalmente su Internet.
Non voglio dilungarmi molto, hanno già scritto molto bene i due siti di cui metto il link qui di seguito: digga e puntoinformatico. Vi consiglio dei leggerli sono molto brevi e ben fatti.
Perché allora vi scrivo di qualcosa che in molti hanno già scritto ?
Perché mi sono deciso: ho inviato una mail al Presidente del Consigli Romano Prodi per avere delucidazioni in merito. Potete, qui sotto, leggere il testo integrale della mail che ho inviato usando il modulo nel sito www.governo.it:
Oggetto: delucidazioni e domande circa la proposta denominata Levi-Prodi
Testo mail:
Buongiorno Presidente.
Vorrei chiedere alcune cose circa la proposta di legge in oggetto:
ho un sito in cui pubblico saltuariamente esempi e personali esperienze di utilizzo di un programma di grafica 3D Open Source…. essendo formazione, secondo l’art. 2 che recita “Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di **formazione**, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione” devo registrarmi al ROC, giusto ?
.ho un altro sito web in cui pubblico il diario di viaggio con le foto della mia ultima vacanza: devo registrarmi al ROC in quanto informazione/intrattenimento ?
.che cosa devo fare, o non fare, per avere un sito web personale senza dover pagare tasse, perdere tempo in burocrazia o essere penalmente perseguibile perché considerato “prodotto editoriale” ?
.non è, secondo lei, degradante per gli editori che un ragazzo di 16 anni possa pubblicare una pagina web con su scritto “viva la squola” e venga considerato anch’esso editore, come chi investe miliardi in questo lavoro serio e professionale ? …o forse non è più un lavoro così tanto serio e professionale ? …e se poi viene denunciato dalla Garzanti per diffamazione della lingua italiana per aver scritto squola con la “q” ? vanno in galera i genitori ?
Sono veramente interessato alla risposta alle suddette domande, punto per punto, così da avere veramente chiara la situazione. Ho letto molti interventi e news su Internet circa la proposta di legge in oggetto, e sono molto preoccupato: mi sembra impossibile che, per poter dire a chiunque sia interessato, cosa mi piace e cosa no, come si cucina un piatto di carbonare, come si utilizza un software o dove sono stato in ferie, debba pagare tasse e essere pronto addirittura a subire denunce perché ho fatto editoria.
Anche molti miei amici, come me, sono preoccupati: hanno siti Internet che informano sulle partite di basket della loro squadra locale, che danno consigli su come installare Linux o pubblicano diari personali che amano condividere con amici lontani, mostre fotografiche virtuali e molto altro ancora.
Spero sinceramente che gli allarmismi di cui ho letto siano solo esagerazioni di fanatici e che lei mi possa assicurare e rassicurare che la situazione non è come l’ho un po’ grottescamente dipinta in questa mail con le mie domande.grazie anticipatamente per le delucidazioni in merito
andrea ferroni
Ora rimango in attesa della risposta e …. speriamo bene!






