Lettera aperta al Ministro Brunetta


notePer tutti gli amanti e i supporter del Software Libero, vi cito questa lettera, scritta a più mani sotto l’egida di ASSOLI (ASsociazione SOftare LIbero), ricca di note, riferimenti linkografici e, soprattutto, sottoscritta da moltissime associazioni attive sul territorio italiano che hanno a cuore l’iniziativa.

State attenti: stiamo diventando sempre più schiavi  mentali di una tecnologia proprietaria… e quando questo viene dettato dal Governo, diventa schiavitù impostaci dallo Stato. Lo reputo un fatto molto grave. Stiamo regalando cervelli ad una software house monopolista.

Nessun fondamentalismo, dico solo: apriamo bene gli occhi !

  1. #1 di Barra il 21 dicembre 2009 - 15:23

    Conosco abbastanza bene le normative sul trattamento dei dati personali e sensibili e non è scritto da nessuna parte che il software utilizzato debba essere open. ANZI utilizzando software proprietario la PA può rivalersi sul PRODUTTORE DEL SOFTWARE (in questo caso MS srl).

    Non ho poi detto che la cosa sia economica. E’ però certamente + economica dell’attuale gestione (pacchi di carta ovunque, raccomandate con pratiche spedite da un’ufficio pubblico all’altro). In questo MS vince contro l’attuale gestione 10 a 0.

    Il tutto poi non è basato su docx o simili ma su FORMATI sviluppati per essere redistribuiti ed essere ‘interoperabili’ (ai tempi delle mie letture ancora non si erano scelte le forme, il grosso cmq dovrebbe essere basato su soluzioni WEB+pfd). Posso provare a recuperare la documentazione ufficiale del progetto (che ho letto interamente) se ti interessa.

    Il vantaggio è tutto per noi cittadini. NON È LA SOLUZIONE MIGLIORE SUL LUNGO TERMINE, hai perfettamente ragione su questo. Però è una buona soluzione, consente un discreto risparmio (sempre rispetto alla ‘vecchia gestione delle pratiche’) e un’ammodernamento tecnologico altrimenti impossibile.

    su Italia.it non voglio dilungarmi troppo, ho già scritto da altre parti cosa ne penso e l’attuale progetto è TECNICAMENTE SUPERBO (e basato su un framework opensource), il costo da te scritto è ‘falso’ visto che prevedeva fondi (40mln su circa 48) erano previsti per la formazione di personale che avrebbe dovuto lavorare sul portale e la sucecssiva retribuzione.
    Questi soldi sono stati spesi diversamente (in parte mi risulta che abbiano compensato le mancate entrate sull’ICI) e l’attuale piattaforma è basata sul lavoro di aziende private (caricamento dati e simili sono affidate ad ACI, associazioni per il turismo ecc). Certo che la vecchia piattaforma costava una cifra folle (8mln di euro per una soluzione tecnicamente SCARSA…. soldi instascati da IBM e poste italiane).

    Per finire (scusa per la lunghezza): ho letto la lettere aperta. Tutto condivisibile ma scritto senza fare i conti con un sistema pubblico appesantito da anni di ‘favori’ ad amici e parenti e senza fare i conti con la cassa.

    Fosse possibile licenziare 1/3 (minimo) dei dipendenti pubblici per portarli a un rapporto lavoratori pubblici/cittadini paragonabile a qualunque altro paese europeo si otterrebbe un risparmio economico tale da poter finanziare quanto ipotizzato.

    Ma i soldi (e preferirei evitare discorsi tipo: per fare il ponte sullo stretto si trovano… VIENE GIÀ SPESO TROPPO NELLA PA, È FOLLE PENSARE DI AUMENTARE ANCORA LA SPESA) non ci sono quindi che fare? lasciamo tutto così?

    • #2 di bubbakk il 21 dicembre 2009 - 16:56

      Vorrei rispondere punto per punto, ma sarebbe una lunga discussione per tutti e due.

      Secondo me parti da un presupposto sbagliato, che più o meno riassume il pensiero classico all’italiana (senza offesa :-) ): “dal momento che nella PA c’è una massa di persone incompetenti e per 1/3 inutili e, visto che non riusciamo (noi italiani) a combinare niente di buono seguendo le buone intenzioni e varie best-practies, cerchiamo la soluzione più rapida che metta a posto tutte le coscienze e i portafogli”.
      Sono contrarissimo alla visione “siamo con il culo per terra, quindi tentiamo di sopravvivere”. Se non ci diamo una svegliata e iniziamo a fare per bene, facciamo una finaccia…. e, per me, ci siamo quasi.
      Lo dico anche in virtuù del mio “attivismo”: un anno e mezzo fa ero insieme a 10 matti in una stanza ad Ancona; oggi attendo che nella mia Regione si deliberi per l’adozione e la promozione del Software Libero nelle Marche.

      Inoltre, non è come scrivi tu (più in basso) che il vantaggio è per i cittadini. Il vantaggio è tutto di Microsoft e del Ministero / PA che ci fa bella figura con la massa di disinformati, sbandierando professionalità, gratuità, progettualità e quant’altro da parte di una munifica azienda. Tutto ciò, senza considerare che stiamo vendendo lo Stato e le nostre menti ad una multinazionale il cui scopo è fare e vendere software. Io lo chiamo clientelismo. Oggi imponi MS, domani produci MS. Non ti sembra ovvio come ragionamento ?

      Infine, non capisco perchè dici che affermo il falso sui 47milioni di euro spesi. Forse perchè sono 58 ?
      Guarda, ho trovato un paio di link con interviste a Lelio Alfonso, responsabile della comunicazione del governo, che conferma quanto scrivo. Ovviamente mi sono informato sul web, non ho spulciato gli atti ufficiali… c’è chi fa questo mestiere meglio di me. Credo che Punto Informatico in questo sia autorevole e anche il redattore del sito Scandaloitaliano che pubblica direttamente la sua intervista ad Alfonso.

  2. #3 di Barra il 21 dicembre 2009 - 14:19

    Mi spiace (da utilizzatore di software libero e ‘consulente’ che offre soluzioni basate su di esso) ma Brunetta (IMHO) ha fatto la scelta giusta.

    In italia ci sono migliaia di piccole attività come la mia che offrono soluzioni basate su software opensource, mancano però realtà di grande livello e il ministro brunetta nella durata del suo mandato non poteva certo investire in formazione e ottenere i risultati necessari (migliori servizi senza aumentare la spesa pubblica).
    RH è messa maluccio in Italia (quante sedi ha? 2, milano e roma. Pochi partner seri e quei pochi ben relegati a settori ’specifici’), Canonical ha come unico partner italiano un’azienda composta da 10 persone, Novell non parla ‘opensource’ in italia.

    MS ha offerto un piano ‘campione’ in non so quale comune nel nord-est. Il piano si è rivelato ‘funzionale e rispettoso delle richieste del ministero’ (in soldoni: digitalizzazione di tuttel e pratiche, riduzione dei costi legati alla gestione delle pratiche con conseguenze positive sulla qualità del servizio offerto). Quindi di è proceduto in questa direzione.

    Il tutto con un contratto che prevede da parte di Ms la fornitura di tutte le informazioni e le specifiche delle soluzioni adottate (quindi con la possibilità di passare a soluzioni diverse in futuro).

    • #4 di bubbakk il 21 dicembre 2009 - 14:55

      Rispetto la tua opinione, ma sono contrario a quanto dici.
      Innanzitutto la Pubblica Amministrazione non deve utilizzare software proprietario. Non lo dico con tono aspro o di polemica: il deve è di dovere istituzionale. Sono piuttosto certo che, per via delle leggi che obbligano alla trasparenza e quelle riguardanti il trattamento dei dati personali e/o sensibili, se facessi causa perchè voglio sapere come i miei dati vengono trattati, ogni Comune d’Italia sarebbe costretto a fare ammenda, visto che non è controllabile cosa succede ai miei dati una volta inseriti nel sistema informatico.
      A me questo basta ed avanza per affermare che il software proprietario e la PA sono incompatibili.
      Altro punto su cui tutti ci si sente di essere nel giusto è il fatto della sbandierata economicità della soluzione offerta. Per spiegarlo pongo una domanda: un’azienda, il cui interesse sono gli incassi, che ritorno può avere a regalare il proprio prodotto ? E’ diventata forse una cooperativa di volontariato ? No, semplicemente la ripaghiamo in sudditanza:

      in cervelli: domani i nostri figli, cresciuti nella Microsoft way, lavoreranno con tali prodotti aumentandone l’introito e il livello di monopolio e diminuendo, di conseguenza, l’offerta.
      in soldi: per leggere i documenti pubblici, scritto in DOC o XLS o simili, oppure per accedere a cosiddetti portali o altri servizi pubblici (vedi esempio software Agenzia delle Entrate) saremmo costretti a comprare il S.O. della Microsoft e il programma della Microsoft per leggere i documenti… una copia gratuita oggi al ministero sono milioni di copie vendute domani

      Quindi a chi conviene questa meravigliosa offerta che il Ministero ha ricevuto ? A noi cittadini no di sicuro.
      E tutto questo perchè ? Perchè nessuno si mette lì con la testa e con l’esperienza a pensare che l’acquisto di software proprietario non è un acquisto, perchè sei tutto tranne che proprietario del software che acquisti.
      La massima espressione di quanto i nostri ministri ne sappiano d’informatica e gliene freghi del cittadino è rappresentato da italia.it: 45 milioni di euro (!!!) spesi da chi il web non sa neanche cosa sia.
      Tornando a Brunetta, ciò che è scritto nella lettera aperta da me citata, lettera che spero tu abbia letto, è ineccepibile, secondo il mio punto di vista.
      Quanti di quei punti messi lì in discussione sono stati presi in considerazione dal ministro prima di decidere ? Credo circa … nessuno !

(non verrà pubblicata)